Il nostro intervento al Vicenza Pride 2013

Noi siamo qui perché siamo stanchi di sentirci ripetere che vi sono ben altri problemi, rispetto ai nostri.
Perché la crisi che stiamo attraversando non è solo economica, è la crisi culturale di un paese che non sa capire che i diritti civili sono diritti sociali!
Perché il diritto allo studio è anche lotta al bullismo omofobico e transfobico nelle scuole! E’ anche il “doppio libretto” per gli studenti transessuali.
Perché il diritto alla casa e alla salute per tutti passa anche per il riconoscimento delle nostre famiglie.
Perché il diritto al lavoro, il diritto di voto e di partecipazione alla vita pubblica è anche la “piccola soluzione” per le persone trans, è anche la battaglia quotidiana contro il mobbing omofobo e transofobo.
Perché il diritto alla vita è anche costruire una società in cui nessun adolescente debba suicidarsi per la propria diversità.

Domani mia madre avrà meno diritti. Avranno meno diritti il figlio del mio vicino di casa, il mio giornalaio e la signora simpatica che vende fiori all’angolo della mia via. Domani, quelli che oggi sono considerati come diritti normali, riconosciuti da tutti, frutto di decenni di lotte, potranno essere eliminati.

Continuare ad accettare le discriminazioni e la mancanza di diritti delle persone lgbti è solo cedere il primo passo, forse il più facile, per poi negare in futuro diritti e felicità a sempre più persone. Perché vuol dire accettare che ci possono essere cittadini di serie A e di serie B.
Colpire una minoranza, qualunque essa sia, nel silenzio generale, è solo la dimostrazione che è possibile negare e sottrarre alle persone, a tutte le persone, dignità, libertà e felicità.

Una società che non capisce l’urgenza e la necessità di garantire l’uguaglianza a tutti i suoi cittadini e cittadine è una società che si ripiega su se stessa, che si alimenta nella paura e nella diffidenza, che mantiene suo malgrado meccanismi di privilegio e di potere. Noi siamo i benvenuti in questa società solo quando siamo chiamati ad alimentare con le nostre tasse e con i nostri acquisti questa economia che vacilla, e che far sopravvivere sembra l’unica priorità. Ma è il sistema che è malato.

Per questo le nostre lotte non sono di serie B, per questo noi non possiamo accettare compromessi al ribasso e non accetteremo mai di mettere da parte i nostri sogni e i nostri desideri.
Noi vogliamo il matrimonio per tutti, noi vogliamo i diritti e i doveri della filiazione, vogliamo i patti di convivenza, la riforma del diritto famiglia, una legge contro l’omotransfobia e la possibilità per le persone transgender di usare il proprio nome.

Noi vogliamo tutto. E lo vogliamo adesso.

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