Giornata mondiale dell’orgoglio bisessuale 2014: vedere è potere!

Il 23 settembre è la Giornata Mondiale dell’Orgoglio Bisessuale; quest’anno vogliamo essere interattiv* e coinvolgere tutt* voi!

L’anno scorso Antéros ha celebrato questa ricorrenza pubblicando un documento (che trovate qui: Giornata mondiale della bisessualità: orgoglio e pregiudizio) sulla discriminazione bifobica, purtroppo in un clima di silenzio generale (ci stiamo riferendo alla realtà italiana, non a quella estera): l’invisibilità di un gruppo di persone si ravvisa anche in queste cose. Comunque, abbiamo constatato durante l’anno, anche altre associazioni LGBTI hanno lanciato campagne contro la bifobia, il che significa che pian piano nella comunità si sta iniziando a parlare dell’argomento meno sottovoce ed anche in senso positivo: è stato un buon anno per le persone bisex! (?) Probabilmente sì, ma al contempo si sentono ancora frasi come “è una fase, ti passerà” o “la bisessualità non ha senso”, non da parte del catechista o dell’omofobo medio, ma da persone che fanno parte della comunità lgbt stessa. Come mai, se da un lato si fanno campagne, anche ad hoc, contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale, dall’altro questa particolare discriminazione è così dura a morire?

Il pre-giudizio (cioè un giudizio formulato prima di conoscere la persona su cui lo si va a formulare) nel caso della bisessualità si basa spesso su esperienze negative personali passate (però se un bisessuale è stato stronzo con te, forse dovresti avercela con gli stronzi e non coi bisessuali) oppure su motivazioni politiche ovvero la pretesa, spesso smentita dai fatti, che i bisex non facciano attivismo perché “possono anche sposarsi con una persona del sesso opposto”: ma non passiamo metà del nostro tempo a dire agli omofobi che non si può decidere di chi innamorarsi?

Uno dei meccanismi che potenzialmente rafforzano il pregiudizio sono i media: li utilizziamo per informarci, formarci, ammazzare il tempo, e se passano una certa idea in modo abbastanza uniforme è probabile che ne siamo influenzati: nulla di nuovo. Ad esempio, il cinema destinato a fruitori eterosessuali (o etero-normato) fino agli anni ’90 tendeva a ritrarre gay e lesbiche come personaggi negativi e stereotipici: macchiette e malvagie dark lady; le comunità gay e lesbica hanno prodotto il proprio cinema, i propri telefilm, le proprie risorse web: una risposta positiva e propositiva che desse la possibilità di una visione realistica. Ebbene, però: avete mai fatto caso a come vengono ritratti i personaggi bisessuali nel materiale “a tematica”? La protagonista lesbica che ad un certo punto fa sesso con un uomo è diventata etero; se invece una donna eterosessuale finisce con un’altra donna, ha scoperto di essere lesbica. Una nota rubrica sul sesso saffico, nel dare una serie di consigli, fa distinzione tra una donna etero che decida di fare sesso con una lesbica, ed una donna “bi-curiosa” definendola come “una donna a cui piacciono sia gli uomini che le donne” (peccato che questo definisca un preciso orientamento sessuale, non un vezzo). Nessuno prende in considerazione e nemmeno nomina la possibilità della bisessualità. Anche sul versante maschile, un uomo che va con altro uomo si scopre gay; se torna con la moglie c’è stata una conversione etero; in presenza di scene di sesso esplicito sia tra persone dello stesso sesso che tra persone di sesso opposto, la sinossi del film sul sito a tematica LGBTI definisce superflua la scena etero; il protagonista, nella sua indecisione, fa soffrire un po’ tutti.

Questi cliché negativi e/o tendenti a escludere dal piano di realtà l’orientamento bisessuale si ripetono con poche variazioni e non sono bilanciati da altrettante rappresentazioni positive o neutre. Invece nella vita di tutti i giorni incontriamo parecchie persone bisessuali: buone, cattive o indifferenti, vere o finte, coerenti e incoerenti, pigre o che lavorano un sacco, e via discorrendo. Questo perché ogni persona è fatta a suo modo indipendentemente dall’orientamento sessuale: noi tutt* come elementi della comunità gay/lesbica lo affermiamo con forza quando combattiamo da un lato l’omofobia e dall’altro il pink washing. Però, è più difficile estendere l’affermazione alla bisessualità perché (o meglio: anche perché) essa subisce, nei media della comunità o da essa fruiti, lo stesso fenomeno di ablazione che subisce o subiva l’omosessualità nei media mainstream e nel mondo etero-normato. È talmente sottile e permeante questo fenomeno, che il primo step sarebbe proprio farci caso.

Ecco perché ci farebbe piacere invitarvi, oltre che a riflettere sulla questione bisessualità e bifobia, a qualcosa di più attivo e partecipativo: iniziare a far caso alla rappresentazione della bisessualità nei media, alla bifobia così come alle rappresentazioni positive o neutre, ed eventualmente a postare qui o nel nostro gruppo FB quanto si va scoprendo, in modo da creare una discussione e aumentare la visibilità e la coscienza critica su questo tema.

Per leggere il punto di vista politico di Antéros su bisessualità e bifobia, come già detto andate invece qui.

E come sempre, siate orgoglios* !

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