Corriere del Veneto – Doppio libretto per i trans Il Bo lunedì vota il via libera

PADOVA — Lo chiedevano da tempo, e alla fine sono stati accontentati: a partire dall’anno prossimo, gli studenti transessuali iscritti al Bo avranno un «doppio libretto». Ovvero un libretto dove, al posto della loro identità anagrafica, compare quella che hanno scelto al momento di cambiare sesso.
Nell’ordine del giorno del prossimo Senato accademico del Bo, in programma lunedì, figura infatti una proposta di delibera dedicata all’argomento, che si propone di tutelare gli studenti «in caso di rettificazione di attribuzione del sesso». A quanto pare, è stato proprio il rettore Giuseppe Zaccaria (d’accordo con il prorettore per il diritto allo studio Guido Scutari) a depositare la proposta, che si riferisce al Servizio segreterie studenti dell’Ateneo. Se il provvedimento verrà approvato, dal prossimo anno accademico gli studenti transgender potranno avere un libretto e un badge con la loro nuova identità. Non solo: potranno contare su una persona di riferimento in Segreteria studenti, incaricata di seguire tutta la burocrazia del caso, e sul tutoraggio di un docente, che li seguirà lungo tutto il corso di laurea.
A lanciare la proposta era stata l’associazione Lgbti Antéros, con una lettera spedita a Zaccaria nel novembre del 2012, e sottoscritta da diversi senatori accademici.
I firmatari chiedevano l’adozione della «piccola soluzione» per agevolare gli studenti transgender, che spesso provano disagio nel dover usare il loro «vecchio» nome, e in alcuni casi rinunciano addirittura agli studi per non dover convivere con un’identità che non gli appartiene più. Il «doppio libretto» è un escamotage utilizzato proprio per creare una carriera «alias», e mettere lo studente trans a proprio agio con compagni e professori.
Dopo l’appello a Zaccaria, Antéros aveva organizzato un convegno al Bo, intitolato «Chiamami per nome». In quell’occasione, il protettore per il diritto allo studio aveva chiuso le porte al doppio libretto, affermando di essere però disponibile a valutare le situazioni degli studenti caso per caso. Nel Senato accademico di marzo, poi, Zaccaria aveva «respinto» la proposta depositata dagli studenti, dicendo di voler condurre un «supplemento d’indagine».
Ora, dopo il confronto con l’ufficio legale del Bo, Zaccaria ha deciso di accontentare gli studenti. Con una limitazione: per iscriversi agli appelli, i transgender dovranno seguire una procedura particolare. Un piccolo espediente per non dover mettere mano al sistema informatico del Bo, e quindi al portafoglio dell’università.

Alessandro Macciò

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