uninews24.it – L’Unipd boccia il doppio libretto

Padova– I transgender chiamano, l’Università di Padova (per ora) tergiversa. E’ questo il responso del convegno “Chiamami per nome”, che si è svolto oggi pomeriggio al Bo.

L’incontro, organizzato da associazione Antèros, Student per-Udu, Asu e Sindacato degli studenti, ha proposto l’introduzione del “doppio libretto”, per venire incontro alle esigenze degli studenti che hanno deciso di cambiare sesso: si tratta in sostanza di sostituire il primo libretto con un secondo, per sancire la nuova identità del proprietario prima ancora del riconoscimento dall’anagrafe. Al convegno era presente anche Guido Scutari, prorettore per il diritto allo studio e la condizione studentesca, che però ha frenato gli entusiasmi: “Ci sono due problemi, di natura tecnica e legale – ha detto -. Il docente è un pubblico ufficiale, e in sede di esame non può registrare il nome che la persona si è scelta. E anche durante la proclamazione della laurea, il presidente della commissione agisce in pubblico, e in nome della legge: l’unica soluzione sarebbe quella di fare una seduta di laurea con soli ospiti privati. Dal punto di vista tecnico, l’anno prossimo il libretto cartaceo verrà sostituito da un nuovo badge, dove il nome è associato al codice fiscale del proprietario: se uno studente userà un nome diverso da quello comunicato al momento dell’iscrizione, il badge non lo riconoscerà e non potrà registrare i suo voti”. Scutari, per il momento, chiude al doppio libretto: “La situazione richiede uno studio delle procedure da adottare – afferma – L’Ateneo è disponibile nei confronti degli studenti trans, ma penso che sia meglio studiare i singoli casi mano a mano, senza introdurre un nuovo regolamento”. La “chiusura” di Scutari ha suscitato le critiche degli altri relatori: “Non ci si può schermare dietro il diritto vigente – spiega -. La Costituzione tutela la dignità delle persone, e l’Università non può adottare provvedimenti lesivi dei diritti personali perché la tecnologia non lo consente, ma deve attivarsi per creare un contesto inclusivo”. Al convegno ha partecipato anche Giovanni Papalia, padovano 23enne, che studia a Bristol (Università del West England) e sta affrontando la terapia ormonale per diventare uomo: “Vivevo una situazione di disagio, e ho deciso di fare qualcosa nel settembre 2011 – racconta -. Su Internet ho scoperto il consultorio per trans di Bologna: dopo 6 mesi di psicoterapia e 6 mesi di analisi, a dicembre ho eseguito la prima iniezione di ormoni”. A Bristol, l’università è molto attenta alla tematica: “C’è una sezione del regolamento di Ateneo dedicata ai transgender – spiega Giovanni -. Chi comunica l’intenzione di cambiare genere, può incontrare professori e student advisor per definire la data del cambio di nome, le necessità dal punto di vista dello studio, le modalità con cui la notizia verrà comunicata ai compagni di corso. Inoltre, nel mio Ateneo, la condanna dell’omofobia è molto forte”. Al convegno era presente anche Margherita Claps, la ragazza di Giovanni (foto): “Ci siamo messi insieme a settembre, dopo che le avevo raccontato la mia storia – conclude -. I miei genitori sono stati sempre aperti e disponibili, e mi hanno dato un grande supporto economico e morale”.

Alessandro Macciò

http://www.uninews24.it/news-universita-veneto/5705-doppio-libretto,-l-unipd-glissa.html

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