LESBICHE BISESSUALI: ESISTONO?

LESBICHE BISESSUALI: ESISTONO?
Un argomento “di niccchia” in avvicinamento al Bi Visibility Day
Luxander è unə youtuber trans non-binary che si occupa di tematiche LGBTQIA+. Il video ha i sottotitoli in inglese, ma abbiamo tradotto i punti principali del suo discorso.
Una lesbica tipicamente è una donna che ama le donne. Mettere un modificatore su questo termine, ad esempio definirsi bi lesbica, è come dire “Sono una persona bisessuale Ed una lesbica”. Come puoi essere entrambe le cose?
Un modo di vedere la cosa è il modello che distingue tra i diversi tipi di attrazione: sei romanticamente attrattə da persone di alcuni generi, e sessualmente attrattə da diversi generi.
Il più delle volte, per la maggior parte della gente, queste attrazioni sono le stesse: le persone etero hanno generalmente un orientamento romantico e sessuale che coincidono.
Abbiamo l’esistenza di persone asessuali, però, all’interno della comunità queer. Moltə di loro vogliono comunque avere relazioni romantiche e hanno un orientamento riguardo a chi lə attrae romanticamente, ma non provano attrazione sessuale. Orientamento sessuale e romantico possono non coincidere. Quindi quando si dice “lesbica bisessuale”, s’intende una donna che ama le donne, ma è capace di essere sessualmente attratta dagli uomini o da altri generi.
L’idea che le donne bisessuali non possano essere parte della comunità lesbica è anti-storica, perché la maggior parte dell’attivismo lesbico… fino agli anni ’80 o ’90 almeno, ha incluso esplicitamente le donne bisessuali. È successo e basta. Le donne bisessuali sono donne che amano le donne: le donne ed altri generi.
Sarebbe probabilmente più preciso dire che una che si definisce “lesbica bi” lo usa per semplificare, come abbreviazione di “donna bisessuale omoromantica”.
Per quali ragioni qualcunə potrebbe scegliere di identificarsi come bi lesbica, o lesbica bisessuale?
Esistono persone si identificano principalmente come lesbiche, ma sono consapevoli che in alcuni casi potrebbero essere attratte dagli uomini.
A volte è: “potrei stare con un uomo molto femminile”, oppure per alcune è il fatto che, di tanto in tanto, ci sono eccezioni ovvero penseranno “wow, quell’uomo è attraente”, ed è abbastanza importante per loro da chiamarsi bi– apparentemente– ma queste sono donne che non vogliono avere relazioni romantiche con gli uomini. Si identificano come lesbiche per dire a tuttə quellə intorno a loro che sono solo interessate a relazioni con donne.
Nella comunità queer, fondamentalmente usiamo tutti questi termini per segnalarci le cose l’un l’altrə, non usiamo sempre i termini secondo la loro definizione da dizionario. Personalmente do priorità all’efficacia nella comunicazione, ad esempio se dico “sono bisex”, alle volte chi ascolta capisce “sono attrattə da uomini e donne” anche se io sono attrattə anche da persone che non sono uomini e donne, perciò mi è capitato di identificarmi come pansessuale in alcune situazioni. Non usiamo necessariamente le etichette allo stesso modo con chiunque, e non necessariamente chi si identifica in un certo modo avrà la stessa esperienza di qualcun altrə. Ci sono un sacco di persone che si identificano come donne trans, ma che sono non-binarie e non vogliono parlarne pubblicamente perché è più difficile: usano “donna trans” per dire molto ma non tutto, perché dà un’idea generale e permette loro di mantenere la loro identità non binaria al sicuro.
Spesso ho litigato sul concetto di “bi lesbiche” con qualcunə che si identifica come “lesbica non binaria”. Quindi, per queste persone, apparentemente va bene essere flessibili sulla definizione di “donna” nella prima parte della definizione di “lesbica”, ma è inaccettabile essere flessibili su “donne” nell’ultima parte della definizione di “lesbica”. Non devi essere una donna che ama donne, devi amare solo le donne. MA, in realtà, non è quello che credono davvero: di solito includono le persone non binarie (il grande conflitto riguarda la possibilità di essere attrattə da uomini essendo lesbica)… Dunque per includere le persone non-binarie, la definizione di “lesbica” è diventata: “una persona assimilabile a una donna, attratta da persone assimilabili a donne”: ora, io sfido chiunque a fare questa argomentazione senza insinuare che le persone non-binarie siano solo donne un po’ meno femminili. L’incoerenza nelle proprie definizioni abbinata al gatekeeping delle definizioni altrui.
Altro punto: concetto di “eterosessualità obbligatoria”. Alle donne viene insegnato che le relazioni con gli uomini sono un po’ difficili ed emotivamente insoddisfacenti.
Quindi un sacco di donne saranno d’accordo con questo, non rendendosi conto di non essere affatto attratte dagli uomini. Cioè non sono donne etero in relazioni non appaganti, ma donne omosessuali che cercano di “farsi funzionare” come eterosessuali. Ecco cos’è l’eterosessualità obbligatoria.
Identificarsi come “bi lesbica” servirebbe a questo? a cercare di non essere lesbiche e obbligarsi a stare con uomini? Ma se in realtà è il contrario! Tipicamente una lesbica bisessuale riconosce di essere fisicamente, sessualmente attratta da donne e “non donne”, ma è interessata solo a perseguire relazioni con donne.
Quindi, dicendo loro che non possono identificarsi come “bi lesbiche”, stai dicendo loro che possono identificarsi solo come bi, il che significa che stai dicendo loro che devono etichettarsi come disponibili per gli uomini, quando non lo sono. Una donna poliamorosa ad esempio, che ha un partner maschio ma è attratta principalmente dalle donne, potrebbe usare “lesbica bi” per descrivere la sua situazione e comunicare che è aperta solo a nuove relazioni con donne.
Inoltre (!) potresti potenzialmente star parlando di donne che sono state vittime di violenza maschile: donne bisessuali, che sono state in relazioni sessuali e romantiche anche con uomini in passato, ma che sono traumatizzate e non vogliono uscire con gli uomini. Non dovrebbero usare “lesbica bi”? È come se tu dicessi a queste donne che (a meno di mentire sul loro orientamento) non hanno altra scelta che usare un linguaggio che indichi che sono a disposizione degli uomini. Se vuoi venire a parlarmi di “eterosessualità obbligatoria” devi VERAMENTE fermarti e pensarci su.
Infine: “Bi” può essere un termine ombrello che comprende anche pansessuale e onnisessuale e polisessuale, si può dire a grandi linee “Sono bisessuale” e dare dettagli se si vuole.
Anche “Phrocio”: vorrebbe dire “omosessuale” eppure chiunque nella comunità LGBTQIA+ l’ha usato almeno una volta. Perché è così che funziona nella comunità gaia! Come “queer” è un termine ombrello, “non binario” è un termine ombrello, “trans” è un termine ombrello… Solo, non “lesbica”.
Anche se, come ho detto prima, “lesbica” significa “una donna che ama le donne”, il che significa che ogni donna bisessuale è lesbica. E vaffancul0!
PS: le TERF a volte chiamano le lesbiche “bi lesbiche” se sono state in relazioni con donne trans.
Da quando abbiamo a iniziato a lasciare che le TERF decidano come usare le parole?
È il caso di smetterla di fare la Polizia per le identità altrui. “Bi lesbica” sarebbe dannoso…per chi? Stai brandendo un danno “potenziale”, mai dimostrato, per sovradeterminare altre persone.
Lasciamo che le persone si identifichino nel modo in cui si sentono più a proprio agio.

 

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