Bios Lab – tornate presto

Venerdì mattina, alle prime luci dell’alba, è stato sgomberato il Bios Lab, uno spazio occupato da diversi mesi recuperando degli immobili abbandonati da molti anni di proprietà dell’INPS.
Il laboratorio Bios era diventato negli ultimi mesi la sede di progetti ambiziosi, come la QueerSultoria: uno sportello e un centro di documentazione sulle questioni di genere e queer, e aveva dato luogo a diversi appuntamenti culturali e ricreativi, fornendo un servizio a tutta la città, nonché ridando vita al quartiere.

Da venerdì a Padova l’atmosfera si è fatta ancora più opprimente, è difficile non leggere in questo gesto l’ennesima esecuzione degli ordini di un’amministrazione comunale che ha deciso di restringere sistematicamente tutti gli spazi d’espressione non allineati: dallo sgombero dello spazio occupato dagli studenti in via Marzolo, all’attacco violento quanto pretestuoso di Saia contro il Radar Festival, alle ordinanze contro gli “accattoni” e contro gli artisti di strada.
Un processo sistematico di ‘pulizia’ e di azzeramento culturale della città, di fronte al quale ci auguriamo che nessuno si rassegni, ma che anzi ci aiuti a svegliarci e a costruire una maggiore consapevolezza e solidarietà tra i soggetti culturali e politici ‘scomodi’ e portatori di differenze.

Non possiamo che esprimere solidarietà alle sorelle e ai fratelli di Bios Lab, consapevoli che la Padova che vive, che non si allinea, che resiste, non può essere cancellata così facilmente, siamo certi che sentiremo presto parlare di loro.

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