8 marzo – cosa c’è da festeggiare?

Circa la metà delle donne in età 14-65 anni (10 milioni 485 mila, pari al 51,8 per cento) hanno subito nell’arco della loro vita ricatti sessuali sul lavoro o molestie in senso lato – come pedinamento, esibizionismo, telefonate oscene, molestie verbali e fisiche.

L’ambiente lavorativo, dopo la strada, è al secondo posto tra quelli in cui le donne rischiano di subire molestie.

Il 31,2% delle donne interessate da casi di prepotenza e abusi, ha subito vere e proprie molestie mentre il restante 68,8% della casistica è stato ricattato sessualmente. Tra le donne tra i 14 e i 65 anni, sono 842 mila, il 5,9%, quelle che nel corso della vita lavorativa, hanno subito ricatti sessuali sul posto di lavoro. In misura simile i ricatti sono avvenuti all’assunzione (247mila donne) o per mantenere il posto o avanzare di carriera (243 mila donne).

http://pariopportunita.formez.it/content/molestie-sessuali-e-ricatti-lavoro-italia

 

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Dal 2006, 750 milioni di donne in più sono entrate nel mondo del lavoro. Ma ancora, il compenso medio annuo per le donne corrisponde solamente a quanto gli uomini percepivano mediamente 10 ANNI FA.

http://reports.weforum.org/global-gender-gap-report-2015/report-highlights/

 

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È la festa della donna! Oggi posso divertirmi! Posso oggettivizzare l’altro sesso, uscire senza fidanzato, far bisboccia fino a tardi… Per un giorno posso fare quello che fanno gli uomini 365 giorni all’anno.

Ma se lo facessi negli altri giorni come verrei chiamata?

 

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Nonostante la società e il mondo del lavoro si stiano evolvendo verso un maggior equilibrio di ruoli, il quadro che emerge dai dati, nazionali ed europei, conferma la bassa presenza di donne nei ruoli di vertice sia nel settore privato che pubblico, anche se le donne hanno un livello di istruzione più elevato rispetto agli uomini, fenomeno peraltro globale.
La disparità è ancora forte in Italia e lo è ancora di più a livello generale nei confronti con l’estero.

https://www.aspeninstitute.it/document/donne-nei-ruoli-di-vertice-ricerca-cura-di-donatella-boccali-aspen-institute-italia

 

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Lo scorso 15 gennaio con decreto legislativo è stato depenalizzato il reato di interruzione di gravidanza clandestina. Lo stesso decreto ha però innalzato anche la multa che era prevista con una cifra simbolica di 15 euro fino a una sanzione compresa tra un minimo di 5mila a un massimo di 10 mila euro.
In Italia però il 70% dei medici è obiettore di coscienza, e solo nel 40% dei reparti di ginecologia e ostetricia il servizio viene erogato a spizzichi.

 

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In media le donne spendono il doppio del tempo rispetto agli uomini in attività domestiche e quasi cinque volte il tempo rispetto agli uomini nella cura ai bambini.
In Italia le donne dedicano in media 204 minuti al giorno al lavoro domestico. Gli uomini 57 minuti.
Nei paesi OCSE le mamme che lavorano dedicano il 50% del tempo in più alla cura dei figli rispetto ai papà che non lavorano.

https://www.actionaid.it/app/uploads/static/lavoro_invisibile_cura.pdf_0.pdf